A very British cartoon indeed

A very British cartoon indeed

Cosa c’è di più British della Royal Mail, con le sue buche postali rosse, il logo con la Corona, la mitica puntualità del servizio? Va bene, va bene, la posta cartacea ai nostri giorni è un po’ vintage… ma Postman Pat, il cartone animato inglese con protagonista un bravo postino di campagna, per questo forse è ancor più mitico!

Nel Regno Unito va in onda sin dai primi anni Ottanta; noi lo abbiamo scoperto su YouTube, e da lì lo guardiamo, dal canale ufficiale (con la Smart TV, accediamo alle playlist dei canali o alle nostre personali). Poi ci siamo accorti che è anche nel palinsesto di RaiSat, in italiano: va da sé che noi si guarda la versione originale e che il post a quella fa riferimento. Infatti, Postman Pat è un bel cartone proprio perché super British e un po’ retrò.

Pat è il postino di un paesino di fantasia di nome Greendale, ispirato a una vera località nel sud del Lake District (Longseddale, in Cumbria): un susseguirsi di colline, stradine serpeggianti, muretti a secco, case di pietra e, naturalmente, pecore. Troppo British, appunto!

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A bordo del suo red van e accompagnato dall’inseparabile gatto Jesse, Pat il postino parte per consegnare le lettere, ma finisce per risolvere piccoli e grandi problemi della comunità, organizzare le ruspanti iniziative che movimentano la vita del villaggio, affrontare mille imprevisti che complicano le consegne (c’è la nebbia, o si sono allagati i campi, o si è rotto il furgoncino…).

A Greendale tutti si conoscono, sono amichevoli, ospitali e sempre pronti ad offrire una tazza di tè: più che un cartone questa è una soap opera rurale fatta di gesti semplici e vita di campagna.

Postman-Pat-and-his-black-001Un altro motivo per cui amiamo Postman Pat è l’accento, anzi, gli accenti. La comprensione forse non è semplicissima (di sicuro ben più difficile che per Peppa Pig, per intenderci!). Domina una parlata del Nord, e poi ci sono personaggi di varia provenienza:

  • Mrs Giggins, responsabile dell’ufficio postale, è  scozzese
  • Ted Glen (riparatutto e meccanico) viene dal vicino Yorkshire
  • la dottoressa Gilbertson (corteggiata da PC Selby) è gallese
  • il maestro Mr. Pringle parla come un geordie (cioè gli abitanti di Newcastle-upon-Tyne)
  • non manca neppure una famiglia di origine indiana: quella del macchinista, Ajay Bains, con moglie e figli. Niente male, eh?

Pat

Infine, i dialoghi sono infarciti di tutte quelle espressioni colloquiali –  che so, “Cheerio” - ”don’t worry, luv” – “Easy-peasy” - ”Cranky” - che completano il quadro di Britishness che tanto ci piace, insieme a mille altri piccoli particolari: i cappelli di tweed degli uomini, le mucche dal pelo rosso, il bancone dell’ufficio postale, le signore che chiacchierano su come glassare una torta, eccetera eccetera…

post office pat

Insomma, guardando Postman Pat si è catapultati nel cuore della Gran Bretagna di provincia. E la tecnica di animazione (che ho scoperto chiamarsi stop motion animation) valorizza i curatissimi dettagli, dagli arredi alle strutture delle case, dalle buste ai pacchetti legati con lo spago… Semplicemente deliziosi.

Postman-Pat-Ukulele

Dopo il 2008, il cartone animato ha cambiato nome in Postman Pat Delivery Service (per problemi di licenza del marchio Royal Mail) e Pat fa consegne più impegnative usando anche l’elicottero, una jeep e una moto completa di sidecar per Jesse. Di recente è uscito anche un film animato al cinema (questo il trailer). Però noi amiamo e guardiamo le serie iniziali!  Ah, non dimentichiamo l‘orecchiabile canzoncina della sigla!!  Eccola qui sotto (da un episodio completo della serie 3). Infine, sul sito ci sono alcuni giochi e attività stampabili.

Bye Bye Pat!!!

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