Van Gogh: our new friend

Van Gogh: our new friend

Siamo da poco tornati da Amsterdam, dove la piccolina si è divertita un mondo (nel post scriptum un rimando a uno dei posti che più l’hanno entusiasmata). Tra le varie cose, abbiamo fatto visita all’imperdibile museo di Van Gogh, che ospita opere strafamose, ad esempio i girasoli, il mandorlo, la camera da letto ad Arles, e tanti altri.

Chi era van Gogh, mamma?”

“Era un pittore… questo signore qui”

rispondo davanti a uno degli autoritratti in mostra.

In effetti è stata la prima volta per K (treenne) in un museo così, importante, internazionale e affollato. Ha resistito bene (per un’ora), snobbato l’audioguida per bambini (in inglese, hihi) e fatto commenti a ruota libera davanti ai quadri. Dei girasoli, ad esempio, ha detto che erano “d’oro dorato ma tutti un po’ diversi”.

Riflettendoci, Van Gogh è perfetto per avvicinare un bambino all’idea della pittura, considerati la relativa semplicità degli oggetti e delle scene ritratti, l’importanza del colore nella sperimentazione dell’artista, gli accostamenti dei primari e la loro potenza espressiva.

Comunque nel bookshop abbiamo comprato un libro-souvenir in inglese dal titolo Vincent and Camille.
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Camille è un personaggio reale, figlio del postino con cui Vincent strinse amicizia ad Arles e di cui ritrasse tutta la famiglia (nel museo c’è anche il ritratto del giovinetto). La storia narra del giorno in cui Camille si incammina verso la casa gialla dove abita Van Gogh. Il pittore lo ha mandato a chiamare, ma Camille non sa ancora cosa dovrà fare per lui. Lungo il tragitto, il bambino osserva il mondo e la natura. Quindi, accolto in casa del maestro, comincia a chiacchierare con lui.

 

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Do you mind if I paint for a while?” gli chiede Vincent.

What are you painting?”

 I’ll show you when it’s done”.

Intanto parlano – di colori, soprattutto. Di quelli amati dal bimbo, delle cose che vi associa. Alla fine… per Camille ci sarà una sorpresa. Al di là della trama, l’idea di avere un libro come souvenir ci piace veramente tanto (in copertina c’è indicato il nome del museo).
Ci piacciono le illustrazioni dell’artista con tavolozza e pennello intento a lavorare,
ci piace che in alcune pagine raffiguranti lo studio si vedano alcune tele famose, 
ma più di tutto ci piace il fatto che a distanza di tempo, appoggiandoci a queste pagine, potremo ricordare, con la piccola, quel posto dove siamo stati insieme e dove c’erano i quadri di quel signore lì, che si vede anche nel libro.

Vincent and Camille PICCOLI ULTERIORI SPUNTI (IN INGLESE): 

  • Ho visto su Amazon un altro libro con Camille come protagonista: Camille and The Sunflowers (costicchia, però è di un autore britannico, mentre il “nostro” è tradotto in inglese dall’olandese). C’è anche una versione  letta ad alta voce su YouTube!
  • È molto carina la app gratuita ideata dal museo (sia per Apple che per Android). Si chiama Touch Van Gogh e permette di scoprire i dettagli di alcune tele.
PS: Un angolino imperdibile per chi è ad Amsterdam con bimbi in una bella giornata: la roof terrace di NEMO, il museo della Scienza progettato da Renzo Piano. Il punto panoramico sul tetto è allestito con giochi intelligenti e piccole vasche – la più grande attrezzata con tubi e saracinesche da aprire e chiudere – dove i bambini possono rinfrescarsi e divertirsi come e più che in piscina.

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