Mrs. Mc Nosh, please Hang Up My Wash

Mrs. Mc Nosh, please Hang Up My Wash

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Ricordate che in estate alle cuginette era piaciuto molto giocare a Mrs. Mc Nosh?
Questa simpatica signora altri non è che la protagonista di un libriccino di Sarah Weeks, molto divertente e ben illustrato.

 

La storia si spiega in due parole. Ogni lunedì mattina, Mrs. Mc Nosh si alza di buon’ora e fa un poderoso bucato. Per stenderlo, poi, le ci vuole quasi tutta la giornata. Il punto è che non ha certo lavato solo semplici vestiti… Ad ogni nuova pagina eccola appendere al filo della biancheria gli oggetti più disparati (tra cui il cane, due pipistrelli assonnati, la dentiera del nonno, e molto altro che non rivelo per non sciupare la sorpresa), tenuti insieme dalla spiritosa logica delle rime.

 

mc nosh coverIl gioco che ne è derivato consisteva nell’appendere allo stendipanni sul balcone le stesse cose maneggiate da Mrs. Mc.Nosh: le scarpe, i vestiti, un cappello… Visto che reperire in casa quelle più strambe era praticamente impossibile, abbiamo deciso di disegnare ciò che mancava e di appendere le figure corrispondenti. Le bimbe hanno così memorizzato i vocaboli – ripetendoli allegramente mentre acchiappavano i fogli con le mollette – e, alla fine, si sono esibite in uno “spettacolo”: io leggevo la storia come voce fuori campo e loro stendevano tutto quanto nell’ordine giusto. Persino “an old wedding gown”! Un bell’esempio di learn-by-doing, anzi, di learn-by-playing, no?

Ora che ci penso, sarebbe ora di rifarlo, tanto per ripassare un po’ ;-).

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PS Ho visto che ci sono altre storie della cara signora, ad esempio Oh My Gosh, Mrs. Mc Nosh, che narra dei disastri combinati dal suo cane a passeggio. Chissà, potremmo farci un pensierino per futuri acquisti libreschi. Affezionarsi ai personaggi è un’ottima premessa per trovare motivazione nella seconda lingua!

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